• inizio: 30/11/2018
  • fine: 06/01/2019

 La sua pittura, di matrice figurativa, si ispira ad un’analisi attenta e puntuale della storia dell’arte europea, con una particolare attenzione al paesaggio, colto  in maniera surreale e fantastica, quasi evocativa. Tele di grandi dimensioni riprendono tematiche presenti della pittura romantica tedesca, da Gaspar David Friedrich ad Arnold Bocklin, che ha vissuto a Roma e ha intrepretato con una sensibilità nordica le suggestioni del mondo classico romano.
 
Lu Song si ricollega a questa tradizione e presenta al Mattatoio  una serie di dipinti recenti, abbinati ad alcune opere realizzate per l’occasione e dedicate a Roma, con colori bronzei e quasi metallici, che suggeriscono al visitatore un’immersione nell’atmosfera fiabesca della scena, dove si uniscono tradizione e contemporaneità, passato e presente. Mentre in opere come Offsprings  o  The Jungle  l’immagine si struttura attraverso un gioco di chiaroscuri , in Chord  o Castaways compaiono architetture e figure umane, in modo da produrre atmosfere misteriose e vagamente inquietanti.
“L’universo di Lu Song, denso di riferimenti all’occidente interpretati con uno sguardo cinese, assume negli spazi del Mattatoio il carattere di un vero e proprio ponte tra culture diverse - scrive Ludovico Pratesi - e sottolinea la vocazione multiculturale della cultura capitolina, che l’artista interpreta con raffinata sensibilità”.
  
La mostra è accompagnata da un depliant gratuito per introdurre i visitatori all’opera di Lu Song, curato da Ludovico Pratesi


luogo: Mattatoio Roma  dal martedì alla domenica dalle ore 14 alle 20. Intero € 6, ridotto € 5, dai 7 ai 18 anni € 4.